Il biologico sfida la pandemia e continua a crescere

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Nel 2020 la crescita registrata finora è dell’11%. Aumenta il numero di prodotti bio a marchio della Gdo. Il Focus Bio Bank su Supermercati & Specializzati 2020

Il biologico sfida la pandemia e la risposta è positiva: nel 2020 le vendite di prodotti bio sono in crescita dell’11%. I dati elaborati sono quelli raccolti da Bio Bank dal 1993 per i negozi bio e dal 2001 per la Gdo, fino al 2019. Dopo il sorpasso delle vendite in Gdo nel 2014, si fa sempre più serrato il confronto fra supermercati e specializzati, obiettivo del Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2020, giunto alla quarta edizione.

In dieci anni i supermercati sono diventati forza motrice delle vendite. La loro quota è salita dal 27 al 47% sul totale del mercato interno tra supermercati, specializzati, altri canali e ristorazione. I negozi specializzati, invece, sono scesi dal 45 al 21%.

Le vendite di alimenti biologici nella Gdo sono stimate in 2 miliardi di euro nel 2020. Ma rallenta il ritmo di crescita: +2% nel 2019, +5% nel 2020, mentre negli anni precedenti si viaggiava a due cifre, con punte fino al 43%. Parallelamente continua a crescere anche il numero di prodotti bio a marchio della grande distribuzione, passati dai 4.300 del 2018 ai 4.700 del 2019, segnando un +8%. Anche in questo caso in frenata rispetto ai quattro anni precedenti.

Sono 26 le catene della Gdo censite dal Focus a cura di Bio Bank. Tra le prime tre catene italiane si trovano: Coop con 750 referenze bio a marchio, Esselunga con 485 e Pam Panorama con 366.

Nel 2019 è entrata nel rilevamento Leader Price, con una dote di 65 referenze a marchio Leader Price Bio, ma è uscita Auchan, acquisita da Conad. Ruolo di secondo piano per i discount, tra i punti vendita che contano meno di 100 referenze biologiche. Sono otto le catene censite con alimenti equosolidali presenti nelle proprie marche.
Avanzano anche le marche della cosmesi bio o naturale, presenti in undici catene. Una crescita frenata dalla mancanza di una normativa europea e della certificazione.

Specializzati, cresce l’aggregazione

Se la quota dei negozi specializzati in biologico è calata dal 45% al 21% negli ultimi dieci anni, le vendite rimangono in positivo: nel 2020 si stimano 924 milioni di spesa, per un aumento dell’8% (dati Nomisma per l’Osservatorio Sana). Sono 1.339 i negozi bio rilevati da Bio Bank nel 2019 (-1%). Sembra quindi rallentare il fenomeno delle chiusure, con una diminuzione dell’1%: resta comunque elevato il turnover, con più di 200 negozi in entrata e altrettanti in uscita.

A chiudere i battenti sono soprattutto i negozi più piccoli, mentre crescono quelli con superfici oltre i 150 metri quadrati. “Nel 2019 i negozi legati alle catene – specifica il report – sono scesi per la prima volta dal 2011, attestandosi al 42%, in gran parte per la razionalizzazione in atto nelle reti Cuorebio e NaturaSì e l’acquisizione di Biobottega e Piacere Terra, passati a NaturaSì”. I negozi aggregati (catene e programmi promozionali) sono arrivati al 77% del totale, con il 35% di negozi indipendenti aderenti a programmi promozionali dei distributori: Ki Ama Bio di Ki Group e Come Voglio Bio di BiotoBio. Numeri che confermano la competitività crescente del mercato, dove “è difficile salvarsi da soli”. Si concentra così ulteriormente il già ristretto panorama delle catene specializzate in Italia.

Riaffermare la bio-identità

Se il biologico sta guadagnando così tanto spazio tra le vendite della Gdo, non è solo questione di numeri. Dietro al banco ben allestito, il biologico è entrato a pieno titolo anche nelle strategie e nella comunicazione della Gdo. “Quello che più colpisce – si legge nel report – è la capacità della Grande distribuzione generalista di fare propri i temi chiave del bio. La scommessa è sulla capacità dei negozi di riscoprire la propria vocazione originaria: comunicare la storia e i valori del biologico, il legame privilegiato con i produttori e la conoscenza dei prodotti. Nei negozi specializzati l’esperienza d’acquisto deve avere un sapore identitario, riconoscibile, autentico. Ma il canale storico, che rappresenta questo mondo al 100%, fatica a ricalcolare la sua posizione per riaffermare il proprio ruolo guida e la propria bio-identità”.

 

 

 

 

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