Il Parlamento Europeo chiede più rigore sull’uso di pesticidi

L’europarlamento approva a larga maggioranza le raccomandazioni della Commissione Pest. La salute di cinquecento milioni di europei merita di essere tutelata dai rischi della chimica, pesticidi ed erbicidi come il glifosato in testa.


È questa, in estrema sintesi, la posizione emersa dal voto del Parlamento Europeo di oggi. Dopo nove mesi di lavoro, gli europarlamentari hanno adottato le raccomandazioni della Commissione Pest sulle procedure di autorizzazione dei pesticidi in Europa. Un voto a larga maggioranza: 526 sì, 66 no e 72 astensioni.

Quali sono le richieste degli europarlamentari

I deputati propongono di rendere pubblici gli studi utilizzati nella procedura di autorizzazione di un pesticida, compresi tutte le informazioni a sostegno delle autorizzazioni. Nel corso della procedura di autorizzazione, i richiedenti dovrebbero essere tenuti a registrare tutti gli studi regolamentari eseguiti in un registro pubblico e consentire un “periodo per le osservazioni”. In questo modo si può tener conto di tutte le informazioni pertinenti prima di prendere una decisione.

Continua anche la questione sulla cancerogenicità del glifosato. I deputati ritengono infatti che la valutazione successiva alla messa in vendita del pesticida dovrebbe essere rafforzata. Non solo, la Commissione europea dovrebbe inoltre svolgere uno studio epidemiologico sull’impatto reale dei prodotti fitosanitari sulla salute umana. Propongono inoltre di avviare un riesame sistematico di tutti gli studi disponibili e fissare livelli massimi di residui per i suoli e le acque superficiali.

Il Parlamento chiede inoltre alla Commissione di proporre nuove misure per proteggere i gruppi vulnerabili e vietare l’applicazione di pesticidi in prossimità di scuole, strutture per l’infanzia, campi da gioco, ospedali e case di cura.

La lunga questione sul glifosato

Tutto nasce dallo scandalo dei Monsanto Papers e dal controverso prolungamento delle autorizzazioni al glifosato. Con il voto di oggi, i parlamentari europei dicono di fatto che la procedura del via libera ai pesticidi adottati finora in Europa ha evidenziato gravi carenze. Chiedono inoltre che le istituzioni europee e gli Stati membri rendano il sistema delle autorizzazioni più trasparente e in tutto indipendente dagli interessi delle industrie del settore. Si pretende, quindi, che non ci siano ombre o dubbi di conflitto d’interesse sulle scelte che riguardano la salute dei cittadini. Col voto di oggi, però, gli europarlamentari pongono l’accento anche su un altro aspetto importante: le risorse economiche. Sono essenziali, per contrastare la presenza di chimica nei campi, maggiori investimenti per le autorità competenti e per l’innovazione così che sia possibile sviluppare alternative ai prodotti fitosanitari.

L’orientamento del parlamento europeo, con la votazione di oggi, si fa netto e punta al principio di trasparenza e tutela della salute e dell’ambiente. Alla Commissione Europea viene inviata anche un’altra richiesta: la creazione di un meccanismo virtuoso e di vigilanza post commercializzazione che monitori costantemente gli effetti che l’uso dei prodotti chimici, pesticidi in prima battuta, hanno sulla vita di tutti noi. Va proprio in questa direzione anche la richiesta di istituire un comitato di vigilanza indipendente, composto in egual misura da scienziati e magistrati per garantire l’integrità degli esperti europei. In queste ore era stata l’agenzia federale tedesca per la valutazione dei rischi Bfr a finire sotto accusa, rea di aver diffuso una relazione a favore del prolungamento delle autorizzazioni al glifosato largamente copiata da documenti forniti dai produttori stessi, Monsanto in primis.

Il commento del presidente Eric Andrieu

Anche a seguito di questo scandalo, il presidente della Commissione Pest Eric Andrieu chiede che la Commissione Europea riveda il sistema di autorizzazione dei pesticidi e avvii una nuova valutazione per l’uso di glifosato. In attesa di un nuovo via libera, sempre secondo Andrieu, si rende necessaria la sospensione della vendita del glifosato e la messa al bando, in via precauzionale, dell’importazione di tutti i prodotti contenenti glifosato. Insomma, col voto di oggi, la revisione della legislazione europea sui prodotti fitosanitari, in particolare il regolamento (CE) n. 1107/2009 sarà una delle priorità del prossimo mandato.

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