Federbio: “La Legge sull’agricoltura biologica approvata tra 15 giorni? E’ un passo avanti necessario”

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Il presidente di Federbio,  Maria Grazia Mammuccini, rilancia l’annuncio del senatore Vallardi al forum organizzato da Legambiente. Rossella Muroni: la Pac è una prova di coerenza non riuscita

“L’approvazione della legge sull’agricoltura biologica nei prossimi 15 giorni annunciata dal senatore Gianpaolo Vallardi sarebbe un grande passo avanti. E speriamo che il suo ottimismo si concretizzi.” Questo il commento di Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, intervenuta ieri al Forum Agroecologia circolare intitolato “Dal campo alla tavola, coltivare biodiversità e innovazione per far crescere il Green Deal europeo” organizzato da Legambiente.

Un appuntamento durante il quale Legambiente ha presentato  il  “Decalogo dell’agroecologia per il Piano di rilancio e resilienza del made in Italy di qualità” chiamando a raccolta imprese, istituzioni, università e ricerca. L’obiettivo è un impegno concreto per il Green Deal che coinvolga concretamente il sistema agricolo. Per questo è indispensabile accelerare il passaggio a un modello agricolo che guardi alla sostenibilità ambientale delle filiere, all’utilizzo delle rinnovabili, alla lotta agli sprechi idrici ed energetici, all’innovazione tecnologica.

Bisogna cambiare approccio culturale

“La scelta di un cambio di paradigma nei sistemi alimentari e agricoli e la sfida del Green Deal, delle strategie Europee Farm to Fork e Biodiversità conviene al nostro Paese, alle nostre imprese, alla nostra competitività e anche alla nostra salute”. E’ quanto ha dichiarato Susanna Cenni, vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati, intervenuta al Forum. “La crisi climatica sta colpendo da molti anni anche i campi e l’agricoltura. Affrontare seriamente il tema vuol dire modificare i sistemi alimentari e agricoli e soprattutto cambiare l’approccio culturale. La pandemia ha fatto esplodere diversi aspetti di una crisi profonda che determinava insostenibilità ambientali, economiche e sociali. Però ci ha fatto intravedere, assieme alle difficoltà, anche importanti possibilità. Ma occorre agire subito: è fondamentale che la sfida agroecologica e la transizione dei nostri sistemi agricoli e alimentari siano accolte pienamente nel Piano strategico nazionale che delineerà le scelte del nostro Paese nell’utilizzo delle risorse comunitarie”.

Necessario un modello per valorizzare il bio

 La necessità di puntare su un modello che guardi alla valorizzazione del biologico e alla qualificazione di un’agricoltura integrata, promuovendo l’economia circolare, è stata richiamata dal presidente di Legambiente. “Occorre colmare il divario tra le due velocità del nostro Paese”, ha dichiarato Stefano Ciafani. “Da una parte i consumatori che chiedono sempre più cibo sano e sostenibile e le realtà aziendali più avanzate, dall’altra i decisori politici che sembrano non voler scegliere con decisione la strada della svolta radicale verso un modello agricolo che accompagni il cambiamento. Ci auguriamo che nell’iter conclusivo di approvazione della Pac, dopo il voto tristemente deludente del Parlamento europeo, si trovi spazio per recuperare almeno una parte degli sforzi fatti dalla Commissione Von Der Leyen per garantire la transizione ecologica”.

La Pac trascura le piccole e medie imprese

Sulla Pac si è espressa nel suo intervento anche Rossella Muroni, deputato Leu, definendola una prova di coerenza non riuscita, rispetto agli annunci fatti nel Gren Deal: “Gli standard e i target indicati dall’Unione europea sono obiettivi sì ambiziosi ma raggiungibili. Rappresentano il margine che abbiamo per fare della lotta ai cambiamenti climatici una chiave identitaria della Ue. Purtroppo la Pac approvata mi sembra guardi soprattutto al mondo dell’agricoltura industriale, mentre ha trascurato le piccole e medie aziende agricole, tante in Italia, che vanno anche loro difese e tutelate.”

L’impegno dell’agricoltura

“L’agricoltura italiana ed europea sono di fronte a un passaggio epocale”, ha affermato nel suo intervento  Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio. “Penso al Green Deal, alla strategia Farm to Fork e a quella sulla biodiversità. Tutta l’agricoltura, compresa quella biologica e biodinamica, deve impegnarsi a fare passi avanti per raggiungere gli obiettivi indicati. Credo che l’Italia sia particolarmente vocata a un modello di agroecologia. Cito ad esempio un numero contenuto nell’ultimo Bioreport del Crea di settembre scorso secondo il quale il reddito netto delle aziende biologiche è superiore del 15% rispetto a quello delle aziende convenzionali. Cambiare modello agricolo è necessario anche per quanto riguarda la sostenibilità economica”.

 

 

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