Slow Food: la transizione ecologica parte dal cibo

biologico

A Roma la prima tappa di The Road to Terra Madre, un percorso che attraverserà l’Italia e si concluderà a Torino a settembre

Agricoltura e tutela della biodiversità sono fondamentali per la rigenerazione dei borghi. Questa la posizione emersa dal convegno “La rinascita dei borghi parte dalla biodiversità” organizzato da Slow Food a Roma, nell’ambito dell’Anteprima di Terra Madre e della Festa dei Piccoli Comuni del Lazio.

Il motore della rinascita

Secondo Slow Food il rinnovamento necessario per una reale transizione agroecologica deve partire dal cibo. Ovvero dal miglioramento delle pratiche agricole, dei sistemi di produzione e distribuzione, delle diete e delle abitudini di consumo, mettendo al centro la biodiversità, le comunità locali, il paesaggio.

“I borghi senza agricoltura rischiano di diventare luoghi non autentici: scenografie vuote, bellissime a vedersi ma da fruire soltanto in maniera ludica e ricreativa, territori a cui manca l’identità perché non ci sono comunità legate alla produzione alimentare”, ha ricordato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. “A dimostrare invece come rivivono i paesi, dal punto di vista sociale ed economico, quando le produzioni agricole ritornano a essere centrali, le buone pratiche che ci arrivano proprio dal Lazio, con la comunità della castagna mosciarella di Capranica Prenestina. Oppure le cultivar olivicole e i chiacchietelli di Priverno”.

Rilanciare le economie locali

Se due anni di pandemia hanno spinto molte persone ad apprezzare i piccoli borghi, questa opportunità va colta per rilanciare le economie locali e non congelare l’immagine dei borghi in uno stereotipo romantico e bucolico.

“Rigenerare i paesi, preferisco chiamarli così, è presentato spesso come un’operazione romantica” ha affermato Vito Teti, docente di antropologia culturale all’Università di Calabria. “I borghi come luoghi pacificati, fuori dalla storia, in cui si va per non fare nulla. Tu arrivi, bevi un bicchiere di vino in una bella piazza e tutto è a posto, il paese è rinato. Ma un paese non può vivere solo di turismo, non può essere ridotto a uno scenario vuoto. Un paese vive di memoria, di conoscenza, di sapori, di relazioni, di paesaggi”.

Il ruolo dell’agricoltura

In questo l’agricoltura ha un ruolo chiave, riuscendo ad attivare l’economia locale e rilanciare il territorio. Un esempio viene da Capranica Prenestina, dove si produce farina di castagne, tradizione abbandonata da molti anni. Si è così generato un circolo virtuoso che ha coinvolto il territorio, la difesa dell’ambiente e l’economia.

Altri articoli

pesticidi donne

Cresce nel mondo il numero di donne occupate in agricoltura. Una nuova analisi dei rischi Donne che lavorano in agricoltura hanno un rischio maggiore

I sindaci C40: più verdure, meno carne, molti meno rifiuti alimentari, cibo da agricoltori biologici. L’esempio della Danimarca I sindaci di molte

"Il Manifesto" intervista il docente e attivista anglo-indiano: "Il capitalismo agricolo è a un bivio, se prosegue così avremo meno specie nel mondo

nuova pac

di Antonio Cianciullo Non si ferma. Resiste all’assedio della crisi economica. Supera le mine di un quadro internazionale molto instabile. Co