In 30 anni scomparso un quarto degli insetti

Una strage silenziosa denunciata da una ricerca tedesca che ha raccolto i dati ottenuti da 166 studi riguardanti 41 Paesi.

di Maria Pia Terrosi


In 30 anni la popolazione mondiale di insetti è diminuita di un quarto. Il dato sconcertante è stato evidenziato da una ricerca condotta dal Centro tedesco per la ricerca sulla biodiversità integrata  insieme all’Università di Lipsia e a quella di Halle-Wittenberg che ha analizzato i risultati di 166 studi svolti tra il 1925 e il 2018 in oltre 1.600 siti di 41 Paesi.

Dal confronto dei dati è emerso che la popolazione di insetti terrestri – come farfalle, formiche, cavallette – diminuisce ogni anno dello 0,92%. Cioè circa il 9% in meno ogni 10 anni, oltre il 27% in 30 anni. Un  declino che non ha risparmiato neppure le aree protette, pur essendo il calo meno significativo. 

Per insetti acquatici meno rischi, funzionano le politiche di tutela dei corsi d’acqua

Segnali positivi,  invece,  per quanto riguarda gli insetti d’acqua dolce: mosche e moscerini sono risultati in aumento dell’1,08 % annuo (11% in 10 anni). Un trend positivo particolarmente forte nel Nord Europa, negli Stati Uniti occidentali e – dai primi anni Novanta –  in Russia. Senza dubbio un buon segno da mettere in relazione all’adozione di misure e politiche di protezione delle acque. Ma – precisano gli studiosi – questo gruppo di insetti rappresenta solo il 10% delle specie e il loro aumento non è indicativo di tendenze più ampie. 

Il calo più significativo si è registrato in Nord America soprattutto negli Stati dell’Ovest e del Midwest, ma è l’Europa che dal 2005 mostra la maggiore accelerazione nelle perdite, in particolare in Germania, dove alcuni anni fa era stata stimata una perdita degli insetti volanti nelle riserve naturali superiore al 75% nell’arco di 27 anni. 

Al di là dei numeri, quello che emerge dalla ricerca è che occorre agire subito per proteggere gli insetti essenziali per gli ecosistemi naturali: impollinano le piante, riciclano scarti naturali, fanno parte della catena alimentare. Basti pensare alla diminuzione di uccelli che si cibano di insetti, stimata da alcune ricerche pari a tre miliardi di esemplari rispetto agli anni Settanta. 

Popolazioni di insetti in declino, quali sono le cause?

Tra le principali cause di questa strage silenziosa – si legge nello studio – la distruzione di habitat naturali e il cambiamento dell’uso del suolo sia per fini agricoli che di urbanizzazione. Purtroppo però proprio nelle aree dove questi fenomeni sono più eclatanti –  basti pensare all’Amazzonia –è anche dove si registra la maggiore carenza di ricerche e di dati:  Sud America, Africa e parte del Sud-est asiatico.  

Significativo anche il contributo dei pesticidi e dell’inquinamento luminoso che disturba lo sviluppo e la riproduzione di molti insetti e avvantaggia i predatori naturali. Più complesso valutare l’impatto sugli insetti legato all’aumento della temperatura globale che – secondo Van Klink, uno degli autori della ricerca – può danneggiare alcune specie e non altre. 

 

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