Ttip: occorre maggiore trasparenza sui negoziati

ursula von der leyen

Deputati e associazioni in conferenza alla Camera per chiarire lo stato del negoziato commerciale Usa-Ue. La nuova presidente della Commissione Ursula von der Leyen – denunciano i promotori-  appoggia la richiesta di Trump di negoziare anche sull’agricoltura, settore escluso nel mandato conferitole dai governi europei.

di Maria Pia Terrosi


Sono ripartiti nel silenzio generale i negoziati sul Ttip, il Trattato transatlantico di liberalizzazione commerciale tra Usa e Ue. Un silenzio inaccettabile considerato che per l’Europa la posta in gioco è alta in termini di rischi ambientali, sanitari, economici e occupazionali.Per questo bisogna aprire subito un tavolo di confronto che chiarisca l’azione che sta portando avanti il governo  italiano e che apra un dibattito trasparente con le forze politiche, i sindacati, le associazioni ambientaliste, i produttori e la società civile.

Questo quanto emerso dalla Conferenza, che si è tenuta ieri alla sala stampa della Camera, organizzata dalla coalizione StopTtip Italia e alla quale, oltre ai parlamentari firmatari di interrogazioni e mozioni sul tema (Sara Cunial, Gruppo Misto; Stefano Fassina, LeU; Lorenzo Fioramonti, Misto; Rossella Muroni, LeU; Saverio De Bonis, Misto; Loredana De Petris, LeU; Carlo Martelli, Misto; Paola Nugnes, Misto), hanno partecipato tra gli altri Monica Di Sisto, Campagna StopTTIP; Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio; Antonio Onorati, Associazione rurale italiana; Giuseppe Romano, AIAB; Giacomo Barbieri, CGIL,  Federica Ferrario Greenpeace; Manlio Masucci, Navdanya International.

I negoziati sul Ttip già nel 2015 furono oggetto di forti opposizioni da parte di organizzazioni ambientaliste, associazioni, sindacati, agricoltori, produttori e consumatori che misero in evidenza le pesanti implicazioni contenute nell’accordo in termini di rischi per la salute pubblica, l’occupazione, l’ambiente, la biodiversità, l’economia. Ora – dopo una pausa – le negoziazioni sembrano essere ripartite, tanto che la nuova Presidente della Commissione Ursula von derLeyen non solo accelera per un nuovo accordo da realizzare in poche settimane, ma appoggia la richiesta del presidente Trump di negoziare anche sull’agricoltura, settore escluso nel mandato conferitole dai governi europei.

L’agricoltura a rischio

In pratica – denunciano i promotori dell’iniziativa – proprio relativamente all’agroalimentare l’Ue sembrerebbe disponibile a fare significative concessioni nel tavolo negoziale, mettendo a rischio quegli standard di qualità che la contraddistinguono, come sicurezza alimentare e protezione ambientale. Ovvero: rinuncia al principio di precauzione, indebolimento delle regole sui pesticidi, sugli Ogm e Nbt (New Breeding Techniques ).

“Siamo molto preoccupati per questo trattato che rischia di essere peggiorativo rispetto alla situazione precedente”, ha spiegato  Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio. “L’interesse degli Usa per l’agricoltura, che doveva essere esclusa dal mandato europeo, ci preoccupa e non poco. Per due ragioni. Primo perché se deve esserci una trattativa sugli standard deve riferirsi a quelli più avanzati e non certo a farci fare passi indietro rispetto a un lavoro che ci ha visto impegnati da decenni – a livello nazionale ed europeo – su temi come qualità, tracciabilità, trasparenza, principio di precauzione. L’ altro punto importante è che emerge una visione vecchia del sistema commerciale. Lo scorso anno all’apertura di Vinitaly stati illustrati i trend di commercio internazionale del vino: i punti di forza della domanda che viene da alcuni Paesi fondamentali tra cui gli Stati Uniti vedono al primo posto il biologico e i vitigni autoctoni, ovvero rispetto dell’ambiente e biodiversità. Davvero siamo disponibili a svendere il lavoro che ha fatto l’Italia e che è risultato vincente  nei commerci internazionali?”

Questa mancanza di trasparenza – si legge in una nota di Stop Ttip – è inaccettabile per le organizzazioni della società civile: ci appelliamo al Parlamento perché insieme a noi ottenga un vero dialogo, che tenga conto delle preoccupazioni dei cittadini e delle parti sociali, e maggiore trasparenza su temi così importanti che colpiscono il cuore del sistema dei diritti e delle regole condivise e difese nel nostro Paese.

 

 

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