Mammuccini: popolazione rurale esposta e senza difese

Incontro organizzato da Navdanya International, Vandana Shiva: garantire la libertà dei cittadini da tutto ciò che è nocivo è una battaglia per la democrazia.

di Valeria Aloisio


Riconversione dei modelli produttivi e tutela della salute e della biodiversità. A questo tende l’agricoltura del futuro. Un’agricoltura al centro della conferenza organizzata alla Camera dei deputati da Navdanya International. All’incontro ha partecipato anche il presidente dell’associazione, Vandana Shiva. “Le evidenze scientifiche ci dicono che la questione del cibo e la tutela della popolazione dagli effetti dei pesticidi è una questione di democrazia”, ha spiegato Shiva. “E’ tempo di garantire la libertà dei cittadini da tutto ciò che è nocivo. Occorre che il bene comune sia l’obiettivo”.

Il sistema alimentare industriale – è la tesi attorno alla quale si è ragionato oggi – è al centro della crisi climatica e dell’estinzione delle specie, è alla base della fame e della crisi sanitaria. Ma ovunque nel mondo si stanno sviluppando sistemi alimentari ecologici basati sulla solidarietà e sulle economie circolari. Questo è il motivo per cui l’industria agroalimentare sta cercando di attaccare il biologico e le produzioni locali. Sempre più studi, compresi quelli della Fao – si è ricordato durante la conferenza stampa – dimostrano come l’agroecologia sia ormai l’unica strada percorribile per produrre cibo sano su scala mondiale, ridurre gli sprechi e le diseguaglianze nell’accesso delle risorse, contrastare i gravi cambiamenti climatici in atto e difendere la sempre più compromessa sovranità alimentare dei popoli mettendo al primo posto la tutela della salute dei cittadini.

Per la responsabile della campagna Cambia la Terra, Maria Grazia Mammuccini, anche lei presente oggi, “serve un cambio di paradigma. Di fronte all’insostenibilità della chimica di sintesi sono solo i modelli produttivi biologici e biodinamici a riconnetterci e a restituirci rispetto per la terra. Un approccio nuovo che è richiesto in primo luogo dai cittadini. Nonostante le istanze che arrivano dai territori, i fondi pubblici però continuano a essere destinati all’agricoltura convenzionale”. Di fronte ai rappresentanti del “Comitato genitori Asilo San Giacomo” di Vittorio Veneto, che non vogliono un vigneto irrorato da sostanze di chimica di sintesi proprio accanto al luogo dove i loro figli passano molto tempo, Mammuccini ha ricordato che “tutta la popolazione rurale è esposta ai pesticidi ed è senza difesa. Una situazione intollerabile. Quindi bene la crescente sensibilità nei confronti di questi temi, bene il lavoro dei parlamentari (e soprattutto delle parlamentari) che hanno trovato un accordo trasversale e messo

a punto una legge sul biologico e una mozione unitaria che chiede più rispetto e garanzie per la salute dei cittadini, la tutela ambientale. Non dobbiamo mollare”.

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