Agostinelli (M5S): priorità nella erogazione di finanziamenti pubblici al biologico

I dati della Campagna Cambia la Terra ripresi da un’interrogazione della senatrice ai ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura: ora maggiori controlli anche su qualità delle acque. Penalizzare chi coltiva con sostanze altamente inquinanti.

di Redazione


Finanziamenti alle aziende che utilizzano il metodo biologico e controlli sistematici sulla qualità delle acque. In estrema sintesi, è questa la richiesta avanzata dalla senatrice del Movimento Cinque Stelle, Donatella Agostinelli, ai ministri dell’Ambiente e delle Politiche agricole. Richieste necessarie a seguito delle evidenze scientifiche analizzate dall’Ispra e sottolineate più volte dalla portavoce della Campagna Cambia la Terra, Maria Grazia Mammuccini.

Ispra e Cambia la Terra

Il documento (4-01423), depositato il 19 marzo, parte da alcune evidenze scientifiche e ricorda come il “Rapporto nazionale pesticidi nelle acque, edizione 2018”, realizzato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), dia un quadro delle conseguenze negative di un’agricoltura intensiva, che utilizza annualmente 130.000 tonnellate di prodotti fitosanitari, e dell’assenza di un monitoraggio uniforme sul territorio nazionale.

In Italia, ricorda Donatella Agostinelli, le sostanze chimiche dannose sono presenti in due campioni su tre. In particolare “la presenza dei pesticidi, che ha subito un preoccupante incremento rispetto alle precedenti indagini nazionali, è riscontrabile nel 67% delle acque superficiali (con superamento dei limiti nel 23,9% dei casi) e nel 33% delle acque sotterranee (con superamento dei limiti nell’8,3% dei casi)”. Sempre citando il rapporto Ispra, Agostinelli sottolinea che “la presenza di pesticidi è molto superiore alla media nazionale in Friuli-Venezia Giulia, nella provincia di Bolzano, in Piemonte e nel Veneto, dove è stata riscontrata in oltre il 90% delle acque superficiali; in Emilia-Romagna e Toscana in più dell’80%; in oltre il 70% in Lombardia e nella provincia di Trento. Nelle acque sotterranee il dato è particolarmente elevato in Friuli-Venezia Giulia (81%), Piemonte (66%) e Sicilia (60%). Nelle falde, poi, dove l’ambiente naturale reagisce molto lentamente, sarebbero perfino presenti sostanze chimiche ormai vietate da decenni”.

Alla luce dei dati, aggiunge Agostinelli nell’interrogazione indirizzata ai ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, le soluzioni da adottare sarebbero: “metodiche di analisi uniformi per tutto il territorio nazionale e la riduzione dell’uso dei pesticidi; priorità nello stanziamento dei fondi europei per chi utilizza metodi biologici e biodinamici e la sospensione immediata dei sussidi e delle sovvenzioni a coloro che utilizzano prodotti altamente inquinanti per le falde acquifere, come sostenuto da Maria Grazia Mammuccini, portavoce della campagna ‘Cambia la terra’, promossa da FederBio con Isde-medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e Wwf”.

Cosa si chiede nell’interrogazione?

Per quanto analizzato nell’interrogazione, Agostinelli chiede di sapere “se i Ministri in indirizzo intendano adottare i provvedimenti necessari ad assicurare

l’uniformità del monitoraggio e delle metodiche di analisi su tutto il territorio nazionale, a dare priorità nella erogazione di finanziamenti pubblici alle imprese che utilizzano metodi biologici e a sospendere le sovvenzioni a coloro che utilizzano prodotti altamente inquinanti per le falde acquifere”.

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