La siccità avanza, l’Europa si volta dall’altra parte

Siccità

Le campagne sono minacciate dalla più grave carenza idrica da decenni

Mentre nelle piazze europee prosegue la protesta degli agricoltori, l’emergenza siccità appare sempre più preoccupante. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio europeo sulla siccità, circa il 17% del territorio dell’Ue può essere già considerato a rischio siccità.

Se in Catalogna si è arrivati al razionamento per i residenti e in Sicilia è stato dichiarato lo stato di emergenza, quasi ovunque in Italia le campagne stanno soffrendo per la mancanza di precipitazioni.  “A gennaio le nostre misurazioni effettuate con rilevazioni da satellite e da modellistica sulla quantità di acqua contenuta nei primi 100 centimetri di suolo hanno evidenziato che l’Italia sta vivendo condizioni di siccità molto gravi, forse le peggiori degli ultimi 70 anni”, ha dichiarato Luca Brocca, dirigente di ricerca presso l’IrpiI Cnr di Perugia. “Una situazione preoccupante che abbiamo riscontrato non solo in Sicilia ma anche in Puglia e in Basilicata. E le piogge dei primi 10 giorni di febbraio non hanno sostanzialmente cambiato il quadro”.

Una situazione che si ripete ormai da anni con la conseguenza che la carenza idrica nel nostro Paese è diventata un problema strutturale devastante per il settore agricolo. Nel 2023, ad esempio, i danni provocati da siccità e maltempo su raccolti e produttività sono stati pari a 6 miliardi di euro e hanno interessato 3.000 aziende agricole.

Eppure la necessità di prendere misure efficaci per contenere i consumi di acqua non sembra essere tra le prime preoccupazioni dei decisori politici. Proprio in questi giorni la Commissione Ue ha tolto dall’agenda la discussione del piano per la cosiddetta “resilienza idrica” promesso dalla presidente Ursula von der Leyen, un’iniziativa che era stata annunciata lo scorso settembre per aumentare la capacità dell’Europa di far fronte alle conseguenze degli eventi estremi derivanti dalla crisi climatica. Un rinvio sine die ritenuto incomprensibile da molti ambientalisti. Una decisione irresponsabile secondo Claire Baffert del Wwf, che ha aggiunto che si tratta di “un tentativo di ottenere un guadagno politico in vista delle elezioni”.

Senza dubbio per affrontare il problema della siccità occorre saper prendere decisioni efficaci e ripensare un modello agricolo ad alto consumo di acqua. Rinviare le soluzioni vuol dire far crescere il conto che dovranno pagare gli agricoltori.