Nel disastro di Cop28 emerge una speranza per l’agricoltura

Siccità

Ma in Italia un suolo su due è malato – Giornata Mondiale del Suolo

“Suolo e Acqua fonte di vita”, un titolo semplice ma che racchiude il senso di una delle giornate di sensibilizzazione più significative per la tutela dell’ambiente. La Giornata mondiale del suolo, istituita dalla Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura, dunque dei sistemi agricoli, quest’anno punta l’attenzione sull’interconnessione tra queste due risorse vitali. Perché la sopravvivenza stessa della Terra, e quindi degli esseri umani, è strettamente legata al delicato equilibrio tra suolo e acqua.

Secondo i dati Fao, un metro cubo di suolo sano può trattenere oltre 250 litri di acqua. E, in una fase storica segnata da lunghi periodi di siccità che hanno messo in ginocchio le coltivazioni anche in Italia, diventa ancora più importante capire il ruolo fondamentale di un’agricoltura sana nel mantenere i suoli fertili.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo a Dubai la Cop28, il più importante appuntamento di diplomazia climatica dell’anno, durante il quale l’agricoltura gioca un ruolo fondamentale.

Il direttore generale della Fao, QU Dongyu, al vertice internazionale sull’azione per il clima, ha ribadito ai leader mondiali che “i sistemi agroalimentari globali sono la soluzione alla crisi climatica” ed è per questo che è necessario “trasformare i sistemi agroalimentari, rendendoli più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili per raggiungere tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. Una dichiarazione che va in questa direzione è stata firmata da 134 Paesi.

Una posizione ben chiara a tutto il mondo del biologico che, da anni, si batte per un’agricoltura pulita e per una transizione agroecologica, alla base di una visione sistemica della produzione di cibo, che tenga conto del benessere ambientale, animale, sociale ed economico. Servono suoli vivi, ricchi di microorganismi, di quella biodiversità che li rende fertili e in grado di produrre cibo sano per tutti; e per permettere al terreno di adempiere alle sue principali funzioni ecosistemiche, compreso l’assorbimento di CO2.

Eppure, nonostante il Green Deal europeo, con le strategie Farm to Fork e Biodiversity, i suoli europei non godono di buona salute. Basti pensare che oltre il 60% è degradato. In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Europeo per il Suolo, il 47% dei suoli è malato. E l’80% dei campi agricoli soffre di erosione come principale causa di deterioramento. La perdita di carbonio organico rappresenta la seconda causa di impoverimento dei suoli: in Italia il 68% delle aree agricole e destinate a pascolo ha perso più del 60% del carbonio organico, fondamentale anche per la mitigazione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

FederBio, insieme alle associazioni ambientaliste Isde, Legambiente, Lipu, WWF e Slow Food, con la campagna di divulgazione Cambia La Terra ha da tempo cercato di sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di un suolo sano. In un monitoraggio a carattere dimostrativo, sono stati analizzati dodici suoli agricoli convenzionali comparati con altrettanti terreni biologici contigui e adibiti alle stesse colture, su un totale di 24 aziende agricole. I risultati evidenziano che i campi coltivati con il metodo biologico sono decisamente migliori rispetto a quelli coltivati in convenzionale. Dati che confermano il ruolo del bio come metodo di produzione ideale per la tutela del suolo e della biodiversità.

Durante la Cop28, il direttore generale della Fao ha inoltre ricordato che le soluzioni per affrontare le sfide climatiche e raggiungere la sicurezza alimentare esistono già. “È indubbio che il metodo biologico in agricoltura sia tra queste,” ha commentato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. Ha inoltre aggiunto, in occasione della Giornata mondiale del suolo, “Il principio fondamentale del metodo bio è rappresentato dal riciclo della sostanza organica, esempio concreto di economia circolare, che favorisce la protezione e l’incremento della fertilità dei suoli, la capacità di trattenere grandi quantità di acqua, di prevenire l’erosione e di accrescere il contenuto di carbonio, assicurando così un grande potenziale di contrasto e mitigazione del cambiamento climatico. Nell’agricoltura convenzionale l’obiettivo è nutrire la pianta puntando all’aumento immediato delle rese, nel biologico l’obiettivo è nutrire la terra per mantenerne la fertilità, preservare la biodiversità e i microrganismi che vivono nel suolo, e realizzare così una stabilità nella produzione, che consenta di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere la capacità di rispondere ai bisogni del futuro.”