L’alternativa ai pesticidi parte da 50 Comuni europei

E’ partito il Tour delle città libere dai pesticidi. Tallin, Lisbona e Zagabria tra le ultime adesioni

di Maria Pia Terrosi

Sono ormai diventati più di 50 i Comuni europei – nella stragrande maggioranza italiani – che hanno detto sì ai provvedimenti per ridurre il rischio pesticidi aderendo alla Rete europea delle città libere dai pesticidi creata da PAN Europe (Pesticide Action Network).  

Un elenco che continua ad allungarsi e vede tra le ultime adesioni italiane Malegno, Fratte Rosa e Potenza Picena. Comuni che condividono con altri più grandi come Varese, Belluno, Bolzano, Ragusa l’impegno a eliminare nelle aree verdi urbane del loro territorio – come parchi, campi sportivi, aiuole, cimiteri – l’uso di prodotti fitosanitari e sostituirlo con alternative sostenibili.

“L’adesione alla Rete è un atto di consapevolezza”, spiega Michela Bilotta, responsabile della Rete Città Libere dai Pesticidi.  “Comporta la firma di un protocollo con cui il Comune s’impegna a vietare l’uso dei pesticidi chimici nelle aree destinate alla popolazione e a intraprendere iniziative di sensibilizzazione verso i cittadini così come  a migliorare la biodiversità attraverso azioni in favore del verde urbano. La necessità di coinvolgere i cittadini è un aspetto al quale teniamo molto, perché abbiamo constatato che quando i cittadini sono attivamente coinvolti il progetto ha maggiori possibilità di riuscita. Molti Comuni organizzano concorsi di idee, oppure destinano a particolari fasce della popolazione delle aree verdi da coltivare, a patto che non vengano utilizzati pesticidi”.

Primo obiettivo della Rete è riunire una massa critica di città europee – Tallin, Lisbona e Zagabria tra le ultime ad aderire – impegnate a eliminare l’uso degli antiparassitari e a fornire una piattaforma comune di scambio di esperienze pratiche e di conoscenze.

Oltre le aree urbane

“Ci sono Comuni”, aggiunge Michela Billotta, “che sono andati oltre al bando nelle aree urbane. È il caso di Malles in Alto Adige che ha esteso il divieto di utilizzare pesticidi anche alle aeree agricole. Oppure altri come Loro Ciuffenna e Melpignano  che lo hanno ampliato anche ai giardini privati.  Ed ancora che hanno sperimentato progetti più complessi legati alla gestione sostenibile del territorio e al sostegno all’agricoltura biologica. E’ il caso del Comune di Carmignano, in provincia di Prato, che  ha deciso di intraprendere un approccio integrato coinvolgendo anche gli agricoltori locali, la Pro Loco e il Biodistretto del Montalbano. L’obiettivo è eliminare i pesticidi anche dai terreni agricoli.  In questo territorio infatti, come ha spiegato il sindaco Edoardo Prestanti, le aree verdi destinate ai cittadini sono a ridosso dei terreni agricoli per cui non avrebbe avuto senso vietare i pesticidi solo nelle prime”.

Il confronto su quello che si può fare, su quali pratiche sono state adottate per gestire il verde urbano senza pesticidi e quali altre strade si possono intraprendere, è l’obiettivo del Tour delle città libere dai pesticidi, la cui prima tappa si è tenuta a Baselice lo scorso 26 settembre, in provincia di Benevento, e vede il prossimo appuntamento a Tollo (online per le nuove disposizioni anti COVID)  il 24 ottobre.

 

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