Patuanelli alla sfida dell’Agricoltura

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Associazioni ambientaliste e mondo del bio fanno le loro prime richieste al nuovo ministro. Mentre Draghi cita agricoltura e biodiversità tra gli obiettivi green del suo governo

“Un rilancio della transizione agro-ecologica della nostra agricoltura”. Lo auspica la coalizione Cambiamo Agricoltura, in occasione della nomina del nuovo ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. È l’esponente pentastellato, ingegnere triestino, classe 1974, a raccogliere infatti l’eredità di Teresa Bellanova, guidando nel nuovo governo Draghi il dicastero di via XX Settembre.

Secondo le oltre 70 sigle della società civile che partecipano alla campagna, tra le quali maggiori associazioni del mondo ambientalista e del biologico, il primo appuntamento-chiave per il neo ministro sarà “l’avvio del tavolo di concertazione con le parti sociali ed economiche e la società civile per la redazione del Piano Strategico Nazionale della Pac (Politica Agricola Comune) post 2020, atteso da oltre un anno”.

Sempre a proposito di Pac, entro il prossimo maggio si dovrebbe concludere il trilogo europeo, ovvero l’iter legislativo comunitario che vede coinvolti rappresentanti del Parlamento, del Consiglio, Commissione. A quel punto la palla passerà agli Stati membri. Molti Paesi UE, ricorda Cambiamo Agricoltura, “hanno già avviato da tempo il confronto con le associazioni agricole e ambientaliste, mentre il nostro è rimasto fermo al palo, nonostante i nostri ripetuti solleciti inviati rimasti inascoltati”.

Strategie europee e obiettivi da centrare

In particolare, l’Italia dovrà mettere in campo provvedimenti per centrare gli obiettivi delle strategie delineate a livello europeo, Farm to Fork e Biodiversità 2030. Che significano: riduzione del 50% dei pesticidi e antibiotici, riduzione del 20% dei fertilizzanti chimici, aumento della superficie agricola dedicata al biologico fino al 25% a livello europeo, aumento fino almeno al 10% delle aree agricole destinate alla conservazione della biodiversità.

Per la Coalizione CambiamoAgricoltura “l’Italia ha le carte in regola per puntare ad obiettivi più ambiziosi, come il 40% di superficie agricola utilizzata certificata in agricoltura biologica entro il 2030, e l’utilizzo degli aiuti Pac condizionati alla ristrutturazione delle filiere della zootecnia intensiva, per affrontare la crescente insostenibilità di questo comparto, in particolare in Pianura Padana, scegliendo senza remore per tutta l’agricoltura la strada della transizione agroecologica, l’unica in grado di coniugare la salute dell’uomo con quella dell’ambiente”. Per realizzare tutto questo, secondo la coalizione, il primo passo sarà “l’imminente approvazione da parte del Parlamento della nuova Legge sull’agricoltura biologica e il ministero dovrà assicurare il massimo impegno per la sua rapida e concreta attuazione”.

Un altro impegno che la rete bio e ambientalista chiede a Patuanelli è “l’approvazione del nuovo Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ormai scaduto dal febbraio 2018. Si tratta del principale strumento per l’attuazione della Direttiva UE sui pesticidi, 2009/128/CE, fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi delle Strategie UE”.

Anche FederBio ha espresso i suoi auguri di buon lavoro al nuovo esecutivo e al neo ministro delle Politiche agricole in particolare. Per FederBio, sono e saranno “tante le questioni da affrontare per il bio e per tutto il sistema agroalimentare: dall’approvazione definitiva della legge sull’agricoltura biologica al nuovo regolamento europeo sul bio, alla Riforma della Pac e alla definizione del Piano strategico Nazionale che FederBio auspica procedano in coerenza con le Strategie Farm to Fork e Biodiversità, che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico e a ridurre del 50% l’uso dei pesticidi entro il 2030”.

Gli stessi impegni sottolineati da CambiamoAgricoltura sono prioritari per FederBio. La riforma della Pac post 2020 e la redazione del Piano Strategico Nazionale hanno e avranno un’importanza centrale per gli addetti ai lavori del settore biologico.
Intanto il nuovo premier Mario Draghi, nel suo primo discorso al Senato, il 17 febbraio, ha citato “agricoltura” e “biodiversità” come due tra le “diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane”, nell’ambito dell’imperno per “Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale”.

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