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Malles: la Corte d’appello dà ragione ai promotori del referendum

Malles: la Corte d’appello dà ragione ai promotori del referendum

Ribaltata la sentenza del Tar che aveva annullato il regolamento comunale di bando ai pesticidi

di Redazione


La Corte d’appello di Bolzano dà ragione ai promotori del referendum che a Malles nel 2014 ha messo al bando i pesticidi. Si è infatti conclusa con un’assoluzione la causa intentata da 140 agricoltori del Bauernbund (Unione agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi) contro i promotori del referendum, ribaltando il pronunciamento del Tar di pochi mesi fa. In quella sentenza il Tribunale amministrativo aveva dato ragione agli agricoltori che avevano impugnato il regolamento comunale: aveva dichiarato illegittimo il regolamento affermando che il Comune non aveva né la competenza né il potere di legiferare in materia.

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Ora questa ultima sentenza rigetta le istanze degli agricoltori. Anzi secondo la Corte di Appello mancavano addirittura i presupposti per la causa legale, in quanto l’iniziativa dei promotori del referendum non andava a incidere su un interesse concreto e attuale dei contadini. I 140 dell’Unione agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi dovranno pagare tutte le spese processuali.

“Una vittoria della partecipazione popolare e dei cittadini che hanno chiesto il rispetto del diritto allo sviluppo sostenibile”, ha commentato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Riccardo Fraccaro. “Il ricorso presentato da alcuni agricoltori contro il referendum e la successiva sospensione del regolamento comunale da parte del Tar altoatesino non hanno scalfito la volontà dei cittadini e delle istituzioni di garantire il rispetto della volontà popolare. Questo dimostra come sia fondamentale, anche nei momenti di difficoltà, continuare a battersi per una giusta causa. Ora la Corte d’appello di Bolzano ha ristabilito un principio sacrosanto: ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica, raccogliendo le firme e presentando un quesito referendario”.

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