Referendum Conegliano: Habemus data!

Fissata la nuova data: sui pesticidi si voterà il 15 novembre 2020. Le tappe di  un lungo percorso ad ostacoli.

 di Maria Pia Terrosi


Il referendum si farà ma dovrà passare un altro anno prima che i cittadini di Conegliano potranno finalmente pronunciarsi in merito al divieto di utilizzare pesticidi sul territorio del loro Comune. Il sindaco di Conegliano, Fabio Chies, ha infatti firmato il decreto che fissa al 15 novembre 2020 la data in cui si terrà questa combattuta consultazione referendaria.

Una storia lunga, iniziata più di un anno fa, nel settembre 2018, con la raccolta delle firme necessarie per indire il quesito referendario conclusa in tempi record.  Poi un primo stop prima dell’estate, quando il referendum fu congelato in base a quanto scritto nel regolamento comunale che stabiliva la sospensione di “ogni attività ed operazione relativa al referendum nel periodo compreso fra la pubblicazione del decreto di indizione di elezioni politiche, europee, amministrative o consultazioni referendarie nazionali o regionali e i 3 mesi successivi alla data fissata per le elezioni medesime”.

A settembre scorso la vicenda sembrava essersi sbloccata grazie al parere positivo del collegio dei garanti che aveva dichiarato ammissibile il referendum: fu indicato il 24 novembre 2019 come data utile in cui votare. Data però saltata pochi giorni dopo. Un secondo stop, infatti, arrivò dalla stessa amministrazione comunale che ha voluto prendere tempo per valutare la legittimità del quesito referendario vista la discordanza tra i pareri legali ricevuti. Il parere legale inviato da alcune associazioni agricole e consorzi ravvisava infatti profili di illegittimità per come era stato posto il quesito.

Una decisione e molte perplessità…

Una decisione che ha ovviamente sollevato molte perplessità da parte di cittadini e associazioni che si sentivano privati del diritto di decidere. Ora, con la firma del decreto da parte del sindaco Chies,  la vicenda sembra essere in dirittura di arrivo. Anche se è passato più di un anno dalla raccolta delle firme e ne dovrà passare ancora un altro prima di arrivare alle urne.