Pesticidi taroccati: sequestrate 380.000 confezioni

Il 25% di tutti i prodotti fitosanitari venduti a livello globale è illegale. Nella classifica della contraffazione siamo secondi dopo la Grecia

 di Maria Pia Terrosi


Ancora un sequestro di pesticidi taroccati. Questa volta si tratta di 380.000 confezioni di prodotti fitosanitari contraffatti – pesticidi, antiparassitari e fungicidi – contenenti informazioni false sulla loro origine e caratteristiche e in realtà provenienti da Cina e Thailandia. Sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di  Torre Annunziata, stoccate all’interno di sette capannoni costruiti abusivamente e privi dei necessari requisiti di sicurezza, in un’area adiacente a due discariche anch’esse abusive.

Pesticidi taroccati ma non solo…

Recuperate anche circa 200.000 etichette falsificate che con ogni probabilità sarebbero state applicate sulle confezioni dei pesticidi contraffatti in modo da farli passare come prodotti originali e legali di diverse case produttrici italiane ed estere.

Il sequestro conferma un dato preoccupante, ovvero che il 25% di tutti i pesticidi venduti a livello globale è contraffatto o illegale per altri motivi. Un elemento che aumenta ulteriormente le preoccupazioni per la salute di agricoltori e consumatori e i rischi per l’ambiente. Negli ultimi anni infatti in Europa circa il 60% dei pesticidi di vecchia produzione è stato vietato a causa dell’alto indice di tossicità. Mentre i nuovi prodotti fitosanitari (autorizzati) sono mediamente più costosi. Si è venuto quindi a creare una sorta di mercato parallelo di prodotti fitosanitari contraffatti  a basso costo – gestito dalla criminalità organizzata – che opera aggirando le normative e mettendo a repentaglio la salute di agricoltori e consumatori. Un mercato fiorente che si colloca tra i dieci business più redditizi per la criminalità organizzata.

I numeri record della contraffazione in Italia

Come Cambia la Terra aveva già denunciato, l’Italia è in cima alla lista della contraffazione: se in totale le perdite dei fabbricanti autorizzati ammontano in Europa al 13,8% dei loro bilanci, nel nostro Paese questa percentuale sale al 18,1. In altre parole,per peso della contraffazione,siamo secondi solo alla Grecia.

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