A Catania mobilitazione contro la propaganda sul glifosato targata Confagricoltura e Monsanto

Contro l’iniziativa della Confagricoltura di Catania in collaborazione con la Monsanto, si mobilitano domani le associazioni siciliane dell’agricoltura biologica e biodinamica, la rete delle fattorie sociali, i biodistretti, le organizzazioni degli agricoltori, associazioni ambientalisti, mediche, consumeriste, culturali e sociali


Grande mobilitazione pubblica a Catania contro l’uso del glifosato sui campi agricoli italiani ed europei per arrivare alla messa al bando totale del pericoloso pesticida.

L’Aras (Associazione Regionale degli Apicoltori) e Aiab Sicilia, con l’adesione di altre organizzazioni di produttori e cittadini, promuove domani martedì 17 luglio un sit-in, di fronte alla sede della Confagricoltura catanese, per protestare contro una iniziativa “Roundup, la forza imbattibile” che fa propaganda al glifosato in collaborazione con Monsanto.

“La richiesta da parte di buona parte delle organizzazioni degli agricoltori in fase di decisione a livello europeo del rinnovo dell’autorizzazione per il glifosato già ci sembrava discutibile, lesiva del principio di precauzione per un prodotto dannoso per l’ambiente e probabile cancerogeno e per il quale i soggetti più a rischio sono proprio gli agricoltori e le loro famiglie – dichiara Maria Grazia Mammuccini, portavoce della coalizione #Stopglifosato – ma questa d’iniziativa da parte di un organizzazione di agricoltori ci pare davvero incredibile”.

Le associazioni siciliane dell’agricoltura biologica e biodinamica, della permacoltura, dell’agricoltura rigenerativa, dell’agroecologica, della rete delle fattorie sociali, i biodistretti, le organizzazioni degli agricoltori, le associazioni e comitati ambientaliste, mediche, consumeriste, culturali e sociali, lanciano quindi un appello perché venga rispettato in Sicilia il principio di precauzione e che venga vietato l’uso del glifosato alle amministrazioni comunali e provinciali, alle Ferrovie e all’Anas.Inoltre, chiedono alla Regione di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso, evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile di un prodotto probabilmente cancerogeno”.

Il glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo, è stato brevettato nel 1974 dalla Monsanto (recentemente acquistata dalla Bayer), multinazionale Usa specializzata in biotecnologie agrarie e sementi, nonché leader mondiale nella produzione di alimenti Ogm. Persone, piante e animali possono essere esposti al glifosato e ai prodotti commerciali che lo contengono, sia per esposizione diretta (agricoltori), che attraverso l’acqua, le bevande e gli alimenti di origine vegetale (pane, pasta, legumi e cereali) e animale (carne e trasformati, in particolare laddove gli animali vengano nutriti con derivati da piante Ogm).

Attualmente il glifosato, in varie formulazioni, rappresenta il 25% del mercato mondiale degli erbicidi ed è il prodotto più venduto in Italia. I residui vengono frequentemente ritrovati negli alimenti e nell’ambiente.

In Sicilia, ricordano i promotori del sit in, la situazione è ancora peggiore perché il 67,6% dei punti di campionamento delle acque superficiali ed il 60% delle acque sotterranee sono risultati inquinati ed il glifosato con l’AMPA (acido amminometilfosfonico) è l’erbicida che presenta il maggior numero di sforamenti degli standard di qualità.

Al di là delle rassicurazioni fornite dalla Monsanto, il glifosato è una sostanza a elevata tossicità ambientale in grado di alterare gli ecosistemi. Nelle aree agricole il suo impiego compromette la stabilità dei terreni, che vengono completamente privati di interi habitat costituiti dalla vegetazione erbacea degli ambienti marginali. Questo riduce drasticamente la biodiversità, aggrava il fenomeno del dissesto idrogeologico e favorisce la desertificazione che oggi tocca il 70% dei terreni siciliani.

Numerosi sono gli studi che da decenni segnalano un’importante tossicità del glifosato, e non solo sulle cellule dei vegetali, ma anche per le cellule dei mammiferi. Nel 2015 la IARC (International Agency for Research on Cancer), agenzia dell’Oms e massima autorità per la ricerca sul cancro, ha reso pubblico un documento in cui dichiara il glifosato “cancerogeno per gli animali” e “potenziale cancerogeno per l’uomo”.

 

2 COMMENTS
  • By Paolo Sita

    Salve domando, quali sono LE effettive alternative al glifosato? Ad esempio i coltivatori di grani antichi che ci sono in sicilia, a quali pratiche fanno ricorso per contrastare le erbe infestanti? Ringrazio chiunque abbia Le capacità e si prendeRà il tempo PER rispondere.

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    • By Goffredo Galeazzi

      Immagino lei si riferisca all'articolo "Le alternative al glifosato già ci sono" e non a quello sulla mobilitazione contro l'incontro di Catania targato Confagricoltura e Monsanto. All'interno del primo articolo trova un link al Rapporto Pan Europe dove vengono elencate ed esposte le alternative al glifosato. La ringraziamo per l'attenzione al nostro sito e buona lettura

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