Api: condividere i dati per combattere la moria

Nasce una piattaforma Ue per permettere ad apicoltori, scienziati, agricoltori e industria nell’Ue di collaborare e arrivare a politiche tangibili sulla salute delle api.

di Goffredo Galeazzi


Condividere dati per permettere ad apicoltori, scienziati, agricoltori e industria nell’Ue di collaborare e arrivare a politiche tangibili sulla salute delle api, problema tra i più delicati in chiave ecologica globale: parte la piattaforma European Bee Partnership, iniziativa presentata lunedì 26 giugno a Bruxelles nel corso di un simposio scientifico “Verso un partenariato europeo delle api”, organizzato a Bruxelles da EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) con l’associazione degli agricoltori COPA-COGECA, l’associazione europea degli apicoltori professionali (EPBA), Bee Life (European Apiculture Coordination) e l’European Crop Protection Association (ECPA), con il supporto del Parlamento europeo. All’evento hanno partecipato più di 120 delegati di organizzazioni scientifiche, organismi dell’Ue, ricercatori, apicoltori e gruppi di agricoltori e ONG.
Negli ultimi 10-15 anni, gli apicoltori hanno segnalato un progressivo aumento della moria delle api, in particolare nei Paesi dell’Europa occidentale, tra cui Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Italia e Spagna, fa notare l’ EFSA, evidenziando come molteplici siano le cause, tra cui i cambiamenti climatici e l’uso di pesticidi, soprattutto i neonicotinoidi, per i quali la Commissione Ue, dopo aver rinnovato a gennaio scorso lo stop almeno fino a fine 2017, ammettendo deroghe solo per il loro utilizzo in serra, sta mettendo a punto un bando totale.
Per Mariya Gabriel, presidente del gruppo di lavoro del Parlamento europeo sull’apicoltura e la salute delle api, “il nostro obiettivo deve estendersi oltre la Bee Week. È essenziale che gli apicoltori, gli scienziati, le Ong, i produttori, gli agricoltori, i veterinari e le istituzioni dell’Ue continuino a lungo termine a riunire i propri sforzi per una migliore condivisione e gestione dei dati, a rafforzare la nostra collaborazione e a consentire una valutazione più solida della salute delle api nell’Ue”.

“Per essere efficace, la raccolta dei dati deve rispondere a domande precise”, ha evidenziato Laszlo Kuster, rappresentante della Commissione Ue. Ed è in questa direzione che si spinge anche il progetto Must-B di EFSA, per la valutazione del rischio di fattori di stress multipli nelle api. Secondo la FAO, le api sono responsabili dell’impollinazione di 71 tra le 100 colture che forniscono il 90% degli alimenti in tutto il mondo.

 

fonte: Autorità europea per la sicurezza alimentare

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